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Thursday, April 12, 2012

Disappears - Pre Language

Pubblicato su http://www.distorsioni.net 04/03/2012
Disappears
PRE LANGUAGE
2012 - Kranky
[Uscita: 1/03/2012]

Il 7 Dicembre de 2011 appariva questo messaggio sul blog dei Disappears: 'Possiamo finalmente annunciarvi l’uscita del nuovo album “Pre Language” per Kranky, il 1 Marzo 2012. E’ il nostro primo album di materiale registrato con Steve (ndr. Shelley) e non m’importa dire che e’ anche il nostro migliore'. E Brian ha avuto ragione anche questa volta.  Brian Case (ex 90 Day Men) alla voce e chitarra, Steve Shelley (ex Sonic Youth) alla batteria e gli eccellenti, Jonathan Van Herik alla chitarra e Damon Carruesco al basso sono i componenti  di questo super gruppo di Chicago formatosi nel 2008 e che incide su etichetta Kranky. Un album che si differenzia stranamente dal catalogo della label ma che stupisce e percuote. Ci sono molte sonorità post punk degli anni 80 dai Neu!, ai Can, ai Fall  ma si sentono anche  i primi passi di gruppi come Sonic Youth e anche moltissime influenze garage rock. Insomma uno di quei gruppi che se fosse nato trent’anni prima sarebbe stato uno dei principali punti di riferimento per la  scena post punk.
Ascoltiamo “Pre Language” e riconosciamo queste sonorità, sappiamo che fanno parte del nostro background musicale, come quel gioco delizioso delle chitarre nel pezzo che dà il titolo all’album e quel vortice psichedelico di Fear the Darkness e Love Drug. E non avremo già sentito Brother Joeline nei primi dischi degli Stooges? Un linguaggio musicale che conosciamo già, pre-esistente, un pre-linguaggio, fatto si di krautrock, garage rock, post punk, no wave, new wave ma che non ci stanchiamo mai di ascoltare in formati nuovi e diversi come quello che ci propongono  i Disappears. E sì, si sentono anche gli echi del primo grande disco dei 90 Day Men '[it (is) it] a critical band'. Sicuramente “Pre-Language” e’ un disco che stupirà per la struttura possente delle chitarre e il suo ritmo accattivante grazie alla bravura e tecnica di Steve Shelley che ha raggiunto la band dopo la dipartita di Graeme Gibson.
La voce di Brian a volte ricorda Mark E.Smith, a volte Alan Vega ma non posso impedirmi di pensare anche a Scott Mc Cloud dei Girls VS Boys. Inoltre il suono del disco è ineccepibile e si sente che dietro c’è una grande produzione. Questa volta ad opera di John Cogleton che molti di noi si ricorderanno per i The pAper chAse o anche per avere prodotto degli eccelsi dischi come quelli di Clap Your Hands Say Yeah, Explosion in the Sky,  David Byrne e innumerevoli altri. Gli ultimi due anni sono stati intensi per i Disappears: due dischi, uno dopo l’altro e dei tour in America e in Europa che li hanno portati l’anno scorso persino in Italia, e pare che abbiano ancora del materiale pronto a essere registrato. Ritorneranno per un tour a breve in Europa ma che questa volta non toccherà l’Italia e poi via per un tour in America dove suoneranno anche con Lee Ranaldo, e allora ritroveremo la metà pensante dei Sonic Youth. Un disco egregio. Grazie Kranky.

Windy & Carl - We will always Be

Pubblicato su http://www.distorsioni.net 18/02/2012

Windy and Carl
We Will Always Be
2012 - Kranky/Goodfellas
[Uscita: 6/02/2012]

Anche per delle occasioni futili come la festa di San Valentino, Distorsioni ha trovato il disco che fa per voi,  “We will always be” di Windy & Carl. Che siate pro o contro la festa degli innamorati, che siate in coppia o meno, che siate filantropi o misantropi, poco importa, ascoltate “We will always Be”  é un nuovo mondo si aprirà a voi. Ormai  Windy & Carl sono una vecchia conoscenza, già da quando nel 1998  l’etichetta Kranky, gestita da Bruce Adams e Joel Leoschke, iniziarono a pubblicare i loro dischi e molti musicisti a citarli tra i loro gruppi preferiti, come Bradford Cox dei Deerhunter. Questo undicesimo disco  “The will always Be” giunge dopo tre anni di silenzio. Dalla presentazione di questo ultimo disco, sul sito della Kranky, si leggono alcuni pensieri di Windy, tra cui: 'tre anni dopo l'ultimo disco (“Instrumentals For The Broken Hearted” - Blue Flea, 2009,  ndr.) siamo ancora insieme, e siamo ancora molto innamorati. Abbiamo trovato un modo per ritornare a tutte le cose che contano davvero, e, naturalmente, al centro di tutto, c’è la musica. Fare musica. La creazione di questo mondo' . Carl Hutgren e Windy Weber  infatti con “We will always be”, non solo celebrano il ventennale del loro progetto musicale ma anche il sentimento profondo che li unisce come coppia nella vita.
Sulla copertina: un girasole, simbolo della costanza e fedeltà assoluta  ma anche di adorazione che può sfociare in un’ossessività passionale. E secondo il linguaggio dei fiori, il girasole è simbolo di vero amore da parte di chi lo regala. Le canzoni di “We will always Be”  possono essere considerate come il simbolo d’amore di Carl, che le ha regalato a Windy in occasione del San Valentino del 2011: delle composizioni musicali molto intime che Carl iniziò a scrivere subito dopo aver superato dei momenti difficili all’interno della loro coppia. All’inizio le tracce dovevano essere esclusivamente riservate all’ascolto di Windy, poi Windy  ha cercato di convincere Carl a rendere queste tracce pubbliche.  Carl ha chiesto a Windy di collaborare all’arrangiamento di questi pezzi per il disco e Windy e’ stata pervasa da una gioia immensa. Fare questo disco con il suo amato Carl era quello che desiderava più dalla vita in quel momento e si e’ resa conto che dopo i periodi bui attraversati sono ancora innamorati, incapaci di vivere l’uno senza l’altra.
 E una canzone d’amore apre questo ultimo disco, For Rosa. La voce di Windy, chitarra acustica, ma nel sottofondo ci sono delle frequenze, il suono non e’ nitido, come per esprimere che anche in una situazione ideale, ci può sempre essere un elemento di disturbo. Con Remember e Spires iniziamo il viaggio verso i suoni per cui Windy & Carl sono già conosciuti: vagheremo per stratificazioni sonore e toni lussureggianti all’interno di un mondo fatto di vapore acqueo di cui Windy & Carl saranno artefici di una delicata colonna sonora. In The Frost in Winter il suono della chitarra di Carl molto pulito, semplice e di una bellezza disarmante, gioca sobriamente con gli effetti sonori. In Looking glass ritorniamo ad essere avvolti dalla nebbia degli effetti sonori, avvolti in un suono soave ed effimero che vi porterà verso universi ipnotici.
 Nature of the Memory rimane uno dei momenti culminanti di questo disco. La chitarra di Carl cerca di descrivere delle strade nel nostro paesaggio sonoro mentre a metà percorso ci imbattiamo nel sottofondo in quella che sembra essere una conversazione intima telefonica di una donna e un uomo che finisce in risate soffocate. Si percepiscono delle parole qui e lì, ma quello che più importante è che ci sentiamo quasi di essere di troppo, di interferire nell'intimità tra queste due persone, come se ci avessero rivelato un loro mondo e adesso volessero farci sentire colpevoli per averlo disturbato.  Dopo The Smell of Old Books che riprende i toni precedenti, l’album si conclude con Fainting In The Presence Of The Lord un pezzo di 19 minuti che forse non susciterà in voi l’amore per l’umanità o una persona in particolare, ma vi farà provare l’amore per la musica, quella con la M maiuscola.