Pubblicato su distorsioni-it.blogspot.com 30 Dicembre 2011
Sandro Perri : “Impossible Spaces” (18/10/2011, Constellation Records/Goodfellas)
Dopo quattro anni di assenza dalle scene, ritorna Sandro Perri con “Impossible Spaces”, uno dei dischi più interessanti del 2011 che riconferma l’importanza di quest’artista nel panorama musicale canadese e internazionale. Già conosciuto dalla comunità di Toronto per gli altri suoi progetti Polmo Polpo e Glissandro 70 alla fine degli anni 90, Sandro Perri ha intrapreso in questi ultimi vent’anni dei percorsi musicali completamente diversi tra di loro, che lo hanno portato ad esplorare le terre musicali della musica elettronica, jazz, psichedelia, noise, classica, rock. Il suo nuovo disco “Impossible Spaces” si propone come un compendio elegante di tutte le sue conoscenze e stili musicali. Ascoltare questo disco e’ come seguire un’albero genealogico della musica con fasi e tempi tra loro diversi. Quando si pensa di aver percepito uno stile, un’associazione musicale con un’altro gruppo o artista ecco venir fuori un altro suono. A ogni successivo ascolto l’ascoltatore rimane sempre più affascinato da nuovi dettagli che portano alla scoperta di un album che esplora inediti virtuosi territori o spazi musicali ritenuti impossibili, come vuole lo stesso titolo dell’album “Impossible spaces”, Spazi Impossibili.
Un’assolo di chitarra e sassofono si susseguono nel brano iniziale Changes, dove durante i primi quattro minuti predomina un gioco di chitarra elettrica che s’intreccia alla soave voce di Sandro Perri che qui ricorda vagamente Marc Bolan. Gli ultimi quattro sono lasciati a una piccola jam session puramente strumentale di funk psichedelico. Changes certamente riferiti ai cambiamenti avvenuti nella crescita musicale che Sandro Perri ha sperimentato in questi anni ‘Could- could be changes... maybe we change’ (ci possono essere cambiamenti, forse noi cambiamo). Love&Light ricorda un po’ le atmosfere del connazionale Patrick Watson con Perri che flirta musicalmente con la bossa nova e la tropicalia degli anni 60. Segue How will I, dedicata alla riflessione personale e all’esperienza della separazione, del vuoto creato dalla prematura scomparsa di un suo amico e collaboratore morto di leucemia a soli trent’anni. Il testo recita: 'Hand in my hand, shoulder to shoulder / Today, it looks like love is bolder'(mano nella mano, spalla contro spalla. Sembra che oggi l’amore abbia preso un maggior rilievo). Anche qui la canzone si sviluppa su due parti, la prima dolcissima e la seconda cresce seguendo nuove tonalità e nuovi ritmi. Gli ultimi tre minuti che finiscono con un synth impazzito sono assolutamente mozzafiato, soprattutto se avete una predilezione per certe sonorità legate agli anni 70.
La leggiadra Futreactive Kid e la strumentale Futureactive Kid II si sviluppano attorno alla tematica dell’eterno confronto del valore dell’apertura verso il mondo esterno, verso gli altri da una parte e del bisogno di solitudine, introspezione e silenzio dall’altro. In Wolfman sentirete suggestioni sonore che variano da Neil Young a Bad Brains, non una facile accoppiata ma il risultato e’ incantevole. L’album si chiude con Impossible Spaces i cui testi sono stati scritti da Sandro Perri e il suo compianto amico Jordan Somers. Dopo un sentiero di dubbi e domande sul senso della vita, Sandro e Jordan incitano alla vita e all’esplorazione dei limiti del possibile tenendo stretto il bagaglio del passato. Delle lezioni e un disco preziosi da tenere stretti al cuore. La grafica dell’album e’ stata curata dalla stesso Sandro Perri. La copertina del cd e’ in carta riciclata al 100%. Disponibile anche in vinile dal peso di 180 grammi di cui la prima versione (ancora disponibile) include un poster colorato ed un coupon per il download gratuito del disco su MP3.
Showing posts with label constellation records. Show all posts
Showing posts with label constellation records. Show all posts
Wednesday, April 11, 2012
Tuesday, March 01, 2011
New History Warfare Vol.2: Judges” - Colin Stetson - Constellation Records
La Constellation Records ha fatto di nuovo centro. “New History Warfare Vol.2: Judges” di Colin Stetson e’ un album stupefacente e intrigante, lungo il quale ci si lascia trasportare in diversi vortici sonori, ascolto dopo ascolto. La passione e maestria di Colin Stetson per gli strumenti a fiato: sassosofoni, clarinetti, cornetti, corno inglese e flauti, l’ha portato a collaborare con alcuni dei piu’ grandi nomi della musica: Tom Waits, Lou Reed, David Byrne, TV on the Radio. "New History Warfare Vol.2: Judges”,ci convoca con la prima traccia “Awake on the foreign shore”, su un nuovo territorio musicale dove il jazz d’avanguardia sconfina con il rock, il gospel e una certa catarsi della musica etnica. Una musica liberatoria che fa scorrere brividi lungo la schiena. Non e’ ancora chiaro come Colin Stetson riesca a raggiungere questo effetto. Su tutto il disco non c’e’ un loop, ne’ un overdub (eccetto le parti vocali e il corno francese nella traccia 4). Sembrerebbe quasi di essere all’ascolto di un’orchestra di 20 persone, ma in realta’ si e’ davanti a un unico sorprendente sassofonista che, per registrare questo album, ha utilizzato venti microfoni posizionati in angoli diversi del mitico studio di registrazione Hotel2Tango di Montreal. Stesso studio utilizzato anche da musicisti del calbro di Godspeed You! Black Emperor e Vic Chessnut. Se non pensate che un unico musicista possa suonare come un’orchestra, provate ad ascoltare la traccia n.3 “The stars in the head (Dark Lights Remix)” e sarete sopresi. Apparentemente, uno dei tanti segreti di Colin Steston e’ la la respirazione circolatoria usata per suonare il sax, tecnica utilizzata anche da altri musicisti jazz, che aggiunge un effetto mantrico e ipnotico alle sue composizioni, simile a quegli effetti che il digeridoo e le launeddas apportano nella musica etnica. Con “A dream of water” e la parte recitata da Laurie Anderson si raggiunge un’apice di tensione mentre nella cover di Blind Willie Johnson, “Lord I just can’t keep from cyring sometimes” con la voce assolutamente argentina di Shara Worden dei My Brightest Diamond siamo elevati a una liberazione mistica. “Red Horses” e’ assolutamente travolgente con il ritmo impetuoso del sax di Steston, che riesce a metamorfosarsi nel galoppo di una mandria di cavalli selvaggi. Chiude questo piccolo gioiello discografico, la strruggente “In love and justice”. “New History Warfare Vol.2: Judges” e’ una di quelle perle rare che capitano troppo poco spesso per le mani.
Subscribe to:
Posts (Atom)

